Banchi a rotelle sono come i 5 Stelle: uno su due è inutile e fanno male alla schiena degli italiani

Di Novella Toloni (il Giornale) . Dal ministero dell’Istruzione arrivano le voci del flop annunciato. Banchi e sedute con le ruote uno spreco da 95 milioni di euro tra pezzi mai usati e prodotti difettosi che creano danni alla salute degli studenti.

Che i fantomatici banchi a rotelle fossero poco utili lo si era capito ancor prima che arrivassero nelle aule delle scuole italiane. Poi i video e i filmati girati in numerosi istituti – e diventati virali sui social network – hanno mostrato il loro reale, quanto “alternativo”, utilizzo. Usati come macchinine a scontro o addirittura accatastati e inutilizzati negli scantinati. Oggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivata la conferma di uno degli sprechi simbolo del governo Conte: “Il 50 per cento delle sedute con rotelle comprate come misura anti-Covid non è stato utilizzato“.

La voce circola negli ambienti del Ministero dell’Istruzione da giorni, soprattutto dall’insediamento del nuovo ministro Patrizio Bianchi economista, che di conti se ne intende. “Sì, è così – ha confermato una fonte ministeriale a Repubblica – tra quelle che i dirigenti scolastici hanno chiesto e poi abbandonato, quelle tuttora imballate perché gli istituti di destinazione erano in zona rossa dunque vuoti, quelle messe fuori dalle classi, la stima appare corretta“.

I banchi a rotelle tanto voluti dall’ex ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sono costati alle tasche degli italiani 95 milioni di euro. Uno spreco del quale si poteva fare sicuramente a meno e la cosa che fa indignare di più è che lo si sapeva ancor prima di fare il bonifico. A giugno 2020 il Comitato tecnico scientifico aveva dettato le regole per un rientro a scuola in sicurezza: distanza minima tra gli alunni un metro da tenere con l’uso di banchi monouso fissi. A rotelle e sedute mobili nessuno aveva fatto riferimento.

Numeri e dati del flop annunciato della Azzolina

I dati che ne conseguono sono impietosi. La Azzolina ha commissionato a Domenico Arcuri, l’ex commissario straordinario all’emergenza, l’acquisto di 2,4 milioni di banchi, 434.344 dei quali con le rotelle. Roba da mandare in tilt un intero comparto industriale, che per produrre tutti quei pezzi avrebbe dovuto fabbricare in tre mesi quello che sarebbe stato prodotto in dodici anni. Impossibile non rivolgersi anche all’estero. Prezzo? 219 euro a banco, per un totale di 95 milioni di euro, oltre ai 400 milioni sborsati per i banchi tradizionali.

Il flop colossale si è però concretizzato tra settembre e novembre, cioè tra l’inizio della scuola e l’ultimazione della consegna dei nuovi banchi nei plessi scolastici di tutta la penisola. A fine 2020 di banchi monoposto nelle aule ce n’erano solo la metà. Inutilizzati la restante parte. Ancora oggi, in un deposito di Pomezia, prendono la polvere 26 mila banchi; diecimila “sedute didattiche innovative” mai consegnate in un altro magazzino di Pomezia. Altre novemila ancora cellophane si trovano sparse in alcuni depositi del Veneto.

Un madornale errore di valutazione che la Azzolina ha condiviso con un collega: l’ex sottosegretario all’Istruzione, Salvatore Giuliano, nonché preside. I due condividono la militanza nel Movimento 5 Stelle e sarebbe stato lui a suggerire all’ex ministra l’impiego di banchi e sedute a rotelle. E come se tutto questo non bastasse ora salta fuori che le sedute a rotelle fanno anche male alla salute. A svelarlo è un preside del Vo’ padovano, Alfonso D’Ambrosio, un fautore di banchi e sedute mobili, che però ha dovuto ricomprarne altre, con i soldi del bilancio comunale, perché quelle fornite dal commissario Arcuri “procuravano dolori alla schiena agli studenti più alti“. Parole che chiudono un cerchio.