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Dileggiata, insultata, boicottata ma è la più amata. Giorgia pronta a Governare

Nell’italietta dei radical chic dove in nome del politicamente corretto si è pronti a stracciarsi vesti e capelli per una battuta e soprattutto per illazioni e insulti quando si colpiscono solo ed esclusivamente determinati soggetti con il patentino della sinistra in tasca, respira ancora una Italia che sa riconoscere i meriti, le capacità e le leadership non regalate ma sudate. Anche se sei donna. Perché se a sinistra la donna è un oggetto da esporre solo per tornaconto politico, a destra le donne la posizione la conquistano per merito.

Quel merito passa attraverso il duro lavoro che diventa ancora più duro perché la strada da percorrere è fatta da dileggiamenti che tendono a distruggerti il morale, a scoraggiarti per farti fare da parte.

Insulti, perché se sei di destra non sei acculturato ma peciaiolo, sei un populista o popolano che non può mettersi al cospetto della élite e degli intellettuali che dimorano tutti a sinistra.

Boicottato perché se provi a dire la tua con un giornale o con un libro, non puoi, non ne hai diritto e lo devono sapere spudoratamente tutti “non comprate quel giornale” o “non comprate quel libro” anzi, da veri democratici e partigiani di sinistra, bruciateli.

Tutto questi ha incontrato sulla strada una donna, una mamma, un politico, una patriota che si chiama Giorgia Meloni. Ma nonostante tutto, Giorgia è andata avanti anche quando sembrava tutto finito e nessuno gli ha regalato nulla. Ha lavorato, ci ha creduto e tra un insulto, un dileggiamento e un boicottaggio sta arrivando in vetta con il suo partito e con la sua leadership che oggi è la più gradita dagli italiani.

Giorgia è a un passo dalla Storia, a un passo dall’essere il primo Presidente del Consiglio donna della Repubblica Italiana. I numeri nelle intenzioni degli italiani ci sono, bisogna solo farli votare, impresa ardua in questi tempi di dittatura, ma la Sovranità di questa Nazione in ginocchio riuscirà a tirare fuori quel grido di libertà. Griderà: Giorgia!