Governo accozzaglia: Matteo Salvini a processo e gli “alleati” godono

Il dato politico che esce fuori dal rinvio a giudizio di Matteo Salvini sul caso Open Arms è che il Governissimo voluto da Mattarella e con a capo Draghi altro non è che una accozzaglia informe e da oggi anche moralmente discutibile.

Perché se il leader di uno dei partiti di maggioranza, anche azionaria, finisce sotto un processo politico-ideologico e non giudiziario provocando il godimento di tutte le componenti alleate, allora possiamo dire con certezza che questo non è un Governo di unità nazionale ma un consesso dove tutti si odiano e sperano che l’altro perisca.

Così godono i vari Conte, Di Maio e Toninelli che l’hanno fatta franca pur essendo corresponsabili. Se la sono cavata con una testimonianza in tribunale, quella di Toninelli ha toccato punte di comicità assoluta, ed ora possono vedere il loro rivale di sempre quello che ha sfilato al M5S milioni di voti andare alla sbarra.

Gode il paladino delle ONG, Enrico Letta e tutto il PD che vedono finalmente realizzato un sogno: i clandestini valgono più di un Ministro dell’interno italiano tanto da mandarlo a processo. Il sogno potrà diventare realtà consolidata per costoro se Salvini finisse in galera. Se lo augurano tutti a sinistra.

Paradossalmente l’unica solidarietà espressa arriva dalla opposizione, da Giorgia Meloni che oltre a mostrare con sincere parole la vicinanza al leader della Lega ha definito la decisione del giudice “scioccante”.

Allora caro Matteo, ha senso stare in un Governo con gente che gode delle tue disgrazie? La risposta la sai ed è no. Mandali a casa finché sei in tempo.