Speranza dimettiti. Ritardi dei vaccini costano 6.400 morti

Il dato dell’ISPI è allarmante, il ritardo nella campagna vaccinale riguardo alla popolazione più fragile ovvero quella anziana ci costa 6.400 morti. Migliaia di lutti, migliaia di famiglie che piangono la morte del proprio caro che con molta probabilità poteva salvarsi. E’ colpa della fallimentare gestione della Unione Europea senza ombra di dubbio, quella che con l’orchestra dei media di regime dava per morta la Gran Bretagna dopo la Brexit e che invece corre come un treno mentre noi, appunto, contiamo ancora i morti dopo un anno dallo scoppio della pandemia. Ma la UE non è l’unica responsabile, perchè in Italia abbiamo un Ministro della Salute, Roberto Speranza (Foto Fabio Cimaglia / LaPresse) che resiste all’avvicendarsi dei Governi da Conte a Draghi nonostante i risultati fallimentari della sua linea politica e della sua gestione sanitaria. Tornando ai dati dell’ISPI infatti, i ritardi nella campagna vaccinale legati oltre ai casini della UE sono frutto anche alla disastrosa gestione nazionale, mentre si perdeva tempo a progettare primule con Arcuri ed a scrivere libri per poi ritirarli dalle librerie, per l’ennesima volta ci siamo ritrovati in ritardo così come fu con le mascherine, i ventilatori e i tamponi. Questi ritardi hanno portato alla morte 6.400 italiani che attendevano di essere vaccinati, si erano registrati e nonostante in molti avessero 90 e 80 anni non sono stati raggiunti dalla chiamata vaccinale ma da quella fatale del COVID che se li è portati via per sempre. I dati infatti ci dicono che la popolazione ottantenne/novantenne vaccinata oggi è del 34% mentre la settantenne si aggira sotto il 3%. Una vergogna che rappresenta serie responsabilità politiche in capo a chi gestisce il Ministero della Salute, responsabilità che dovrebbero portare a dimissioni immediate di Roberto Speranza. Invece è ancora lì, dopo tre Governi e se poteva starci nell’accozzaglia giallorossa viene da chiedersi come possa stare ancora in poltrona con Mario Draghi, l’eccelso, la santità, il salvatore, il più capace di tutti che conferma il più incapace di tutti, Speranza.